Rai, di tutti ancora di più

25 02 2010

Basta cercare su wikipedia la voce rai per ricevere una bella sorpresa: con piacere leggo che lo slogan è: Rai, di tutti ancora di più. Ancor di più strabiliante è questa dichiarazione, presa sempre dalla pagina di wikipedia

Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, Rai 4, Rai News 24, Rai Sport Più, Rai Scuola, Rai Storia, Rai Gulp, Rai Sat Premium, Rai Sat Extra, Rai Sat Cinema, Rai Sat YOYO e Rai Med trasmettono anche in diretta web tramite il sito internet Rai.tv[7]. Nello streaming gratuito disponibile su [2] sono disponibili anche altri canali web tematici, circa una ventina, con cultura, società, comicità, spettacoli, trailer e molto altro ancora

Bhe siamo nel 2010 ci mancherebbe che la nostra Radiotelevisione Pubblica non si aggiornasse trasmettendo anche in streaming i suoi vari canali direte voi permettendo quindi una più larga diffusione di informazione, cultura e spettacolo anche a coloro che non vivono nel nostro paese (mi permetto di scriverlo con la “p” minuscola) e che quindi non possono godersi il palinsesto rai via analogico o digitale. Fin qui niente di male, uno streaming continuo dei vari canali sopracitati però in un unico portale (bhe quanti portali rai vorresti? Uno per canale? XD), no qui viene il bello, il portale rai.tv è stato sviluppato ad hoc per soli utenti Windows, infatti fino al gennaio dello scorso anno per riprodurre i video in streaming era necessario utilizzare Windows Media Player; dal  febbraio 2009 invece il portale utilizza Silverlight, un ambiente runtime creato dalla Microsoft e quindi compatibile con il loro sistema operativo Windows e anche con Mac, per linux ci sarebbe un’alternativa, Moonlight, solo che la maggior parte degli utenti linux come il sottoscritto tendono ad evitarla essendo rilasciata sotto il progetto Mono, quindi ahimè assai pesante.

Le alternative per gli amanti del mondo Linux non mancano, infatti in rete si trovano vari script che dovrebbero permettere la visione dei canali rai tramite un player comune come Vlc o qualsiasi altro vogliate, ho parlato al condizionale non perchè tali script non siano ottimizzati e quindi non funzionanti per carenza di sviluppo, tutt’altro i cari sviluppatori della rai Ci VIETANO l’utilizzo di questi script, il tutto “sottobanco”. Gli script hanno un funzionamento molto semplice, in pratica caricano mediante degli appositi url multimediali lo streaming video su un qualsiasi player consentendone la visione, ed è proprio su questi url che intervengono gli sviluppatori rai i quali (credo quotidianamente) cambiano l’url di trasmissione del segnale in streaming rendendo così vano l’uso di tali script e indirizzi. Infatti se voi questa sera provaste uno dei tanti script in rete e aveste la fortuna di potervi godere lo streaming domani al 99% non appena tenterete di riaprire lo stream del canale che desiderate seguire otterrete una bella sopresa:

e non ci potrebbe essere sopresa migliore vero?! Ecco il messagggio fatale che ci inchioda ad essere succubi della rai e del loro portale. Secondo me questa è una forma di violazione della libertà di informazione innanzitutto, mi chiedo perchè mi deve essere vietata la visione di un canale gratuito in streaming se scelgo di utilizzare una via alternativa al portale della rai? Non ci possono essere vie alternative, bhe allora è semplice: siamo ritornati al fascismo, in cui era negata la libertà di espressione e di informazione, diritti fondamentali di una civiltà e di uno stato moderno, che dir si voglia.

Quello che mi fa arrabbiare più di tutto è che ogni famiglia è costretta per legge a pagare ogni anno il fatidico “canone televisivo” ovvero un’imposta sul possesso di qualsiasi apparecchio atto, o adattabile, alla ricezione di programmi televisivi e radiofonici, quindi sia esso una televisione, una radio, un pc ecc. Quindi se io da cittadino pago quest’imposta ogni anno, il suo costo se non sbaglio supera i 100 euro, perchè devo essere tagliato fuori dalla visione dei canali rai? La filosofia Linux abbraccia la prospettiva della libertà individuale, ognuno può scegliere ciò che vuole come vuole, che gli sviluppatori della rai abbiano da imparare da questa filosofia ne sono convinto. Questa non è l’Italia che sognavo.


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One response

28 06 2010
Paolo52

Sante parole. Adesso, giugno 2010, per dare la mazzata finale sono passati a Silverlight 3 e vedere streaming rai sotto linux è diventato un terno al lotto. Del resto, questo è un paese feudale e il feudatario di turno (nel caso la RAI) può fare quello che vuole nell’orticello che gli è consentito coltivare, compreso tassare i sudditi.

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